I CATALETTI DEL TERRITORIO SENESE

31/08/2007 - 02/09/2007

INAUGURATA A SAN GUSMÈ, Castelnuovo Berardenga (SI), LA MOSTRA “SEI CATALETTI DEL TERRITORIO SENESE” – LA “GIOIA DELLA MORTE”

Una mostra "particolare" arricchisce il programma della tradizione festa del Luca di San Gusmè: ce la descrive il nostro collaboratore Marco Del Pasqua.

SAN GUSME' (SIENA) Quest’anno gli organizzatori dell’annuale Festa del Luca di San Gusmè hanno deciso di iniziare la festa, che durerà fino al 9 settembre con un nutrito programma di eventi, con una mostra il cui tema insolito potrebbe far storcere il naso a molti: i cataletti funebri senesi, ma nonostante l’argomento dal sapore lugubre, si tratta in realtà di un’esposizione di colorati oggetti di altissimo livello artistico; veri gioielli.

La mostra comprende sei splendidi cataletti, cioè portantine funebri pitturate, provenienti da Montisi, Siena e dallo stesso San Gusmè ed è stata inaugurata con il tradizionale taglio del nastro da parte del sindaco di Castelnuovo Berardenga, Roberto Bozzi, che ha ricordato nel suo intervento che queste feste, unite alla vita ed alla attività delle Compagnie laicali, “rappresentano un momento di aggregazione e di forte tenuta sociale”.

L’idea di restaurare il cataletto di San Gusmè è nata casualmente dall’incontro di Rodolfo Malcuori con Vera Marcolini, coordinatrice del progetto; restauro che è stato superbamente eseguito dalla Scuola d’Arte “Lorenzo dé Medici” di Firenze, riportando alla luce gli splendidi colori originali.

Rodolfo Malcuori, anziano fiorentino che per puro caso ha dato l’idea per far partire il restauro di queste splendide opere, si è detto particolarmente commosso per vedere la realizzazione della mostra in tempi relativamente brevi, sia per l’allestimento sia per il restauro.

Ma cosa erano i cataletti? Essi venivano chiamati impropriamente “bare”, in realtà erano le portantine utilizzate per il trasporto funebre dei confratelli delle Compagnie laicali senesi, ma anche dei loro figli perché nella mostra è esposto un cataletto utilizzato per i bambini, che rappresenta l’unica nota malinconica dell’esposizione.

A Siena, e soltanto a Siena, a partire dal 400 le portantine venivano ornate, cioè avevano, alla testa ed ai piedi, delle tavole in legno dipinte con immagini che erano legate alla morte; Cristi in Pietà, Madonne di Misericordia e, quasi sempre, il santo titolare della Confraternita. C’era un riferimento alla Compagnia di cui il fratello aveva fatto parte in vita e il cataletto stesso era, spesso, il letto più bello dove il confratello poteva giacere, almeno per l’ultimo viaggio.

L’idea del cataletto viene da molto lontano. Al 400 risalgono i primi documenti che parlano di “lettiere”, che non erano dipinte. La caratteristica dei cataletti dipinti è una peculiarità puramente senese e si tratta, pertanto, di oggetti assolutamente unici. Perché a Siena si dipingevano le lettiere funebri? Non lo sappiamo con certezza, ma nel senese si usava dipingere tutto e quindi si dava colore anche alla morte. E’ una caratterista dell’arte senese di voler dare a tutto l’oro e il colore.

I cataletti in mostra sono integri e alcuni perfettamente conservati, in particolare il cataletto di Montisi del 600, cui il locale priore, ex-marinaio, ha rifatto il letto con una bella rete di nodi marinari.

Ancora oggi i cataletti rappresentano il centro della vita e della storia delle confraternite laicali, anche se non più utilizzati da molto tempo; le confraternite senesi sono divenute un argomento di studio perché di esse facevano parte letterati, umanisti ecc. quindi erano il fulcro della vita culturale e sociale.

I cataletti esposti a San Gusmè sono esempi di un’altissima qualità pittorica, di cui non si conoscono i nomi degli autori, ma sono tutti certamente di scuola senese.

L’unico paese al di fuori della provincia di Siena che oggi conserva ancora una serie di cataletti è Lucignano, ma essi risalgono all’epoca in cui quel comune faceva parte dello stato senese.

E’ stato pubblicato uno splendido catalogo illustrato sulla mostra, a cura della dr.ssa Cecilia Alessi della Soprintendenza di Siena, edito dalle Edizioni Pascale.

La mostra, all’interno della chiesa della SS. Annunziata di San Gusmè a Castelnuovo Berardenga (SI), durerà fino al 9 settembre con il seguente orario:
festivi e prefestivi: 10.30/13.00 e 16.00/19.30
feriali 16.00/19.30
L’ingresso è gratuito ma limitato a gruppi non superiori a quindici persone.

Marco Del Pasqua - Fonte: ViaRoma100.net

Venerdì 31 Agosto 2007 15:30


Torna alla Home Page